Lo Screening della Mammella è rivolto ad una popolazione apparentemente sana, di sesso femminile e di età compresa tra i 45 e i 74 anni.
L’obiettivo dello Screening è di diagnosticare la malattia in fase iniziale, quando il tumore è ancora piccolo, rendendo possibili trattamenti efficaci e meno aggressivi e garantendo maggiori possibilità di guarigione.
L’invito avviene mediante lettera, spedita al domicilio dell’utente. Da Gennaio 2024, la lettera di invito, oltre che in forma cartacea, viene inviata anche sul Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale.
L’esame è gratuito e non è richiesta impegnativa. In caso di riscontro di anomalie, la paziente viene presa in carico dalla Centrale Unica Screening per il successivo iter diagnostico-terapeutico, sempre gratuito.
Come si esegue l’esame?
L’esame di screening è la mammografia con cadenza biennale, un esame radiologico semplice ed affidabile che fornisce un’immagine della mammella e ne consente lo studio. La dose di raggi è molto bassa ed il rischio di effetti da radiazioni è del tutto trascurabile. Lo screening mammografico organizzato dalla Centrale Unica Screening viene effettuato in strutture ospedaliere ed extra ospedaliere.
La mammella deve essere compressa per pochi minuti, durante i quali alcune donne possono provare un leggero fastidio o un dolore passeggero. La durata totale dell’esame è di circa 10-15 minuti.
Nel programma di screening le lastre sono eseguite da un Tecnico di Radiologia specializzato e poi esaminate da due Medici Radiologi esperti in Radiologia Senologica. Talora si rende necessario completare l’esame con altre indagini (ingrandimento, ecografia, biopsia etc), sempre gratuite.
Come in tutti gli esami è possibile, anche se molto raramente, che la mammografia dia falsi negativi, cioè risultati normali in persone malate, e falsi positivi, cioè risultati anormali in persone sane.
In una bassa percentuale di casi è possibile che piccole lesioni tumorali non risultino apprezzabili a causa dei limiti della capacità della mammografia stessa, oppure che si manifestino nell’intervallo tra i controlli. Pertanto è necessario continuare a controllare il proprio seno tramite l’autopalpazione nel periodo che intercorre tra un esame ed il successivo di screening.
Se ci si accorge di un cambiamento rispetto alla normalità (ad es. un nodulo non presente prima, secrezione ematica dal capezzolo, arrossamento) è bene rivolgersi al proprio medico curante. Su segnalazione del medico curante è possibile la presa in carico diretta da parte della Centrale Unica Screening (vedi Procedura in allegato)
- Referto
Se l’esame è negativo: in caso di assenza di alterazioni sospette viene inviato l’esito per posta e sul Fascicolo Sanitario Elettronico, con il consiglio di ripetere l’esame dopo 2 anni. Il tempo di risposta è in genere di 40 giorni dal momento dell’esame.
- Se l’esame è positivo: quando la mammografia presenta un quadro dubbio o evidenzia alterazioni anche minime, la donna viene contattata per eseguire accertamenti che servono a confermare o escludere la presenza di tali alterazioni: lastre aggiuntive, visita senologica, ecografia mammaria, agoaspirato, biopsia. Nella maggior parte dei casi, questi accertamenti si risolvono con un esito di normalità.
Costo
L’esame è gratuito e non occorre impegnativa.
Domande frequenti (FAQ)
D: La mammografia è dolorosa?
R: Poiché con l’esecuzione della mammografia il seno deve essere compresso per qualche minuto, alcune donne possono provare un leggero fastidio o un dolore passeggero, che si risolve comunque in giornata.
D: Con la mammografia in regime di screening viene eseguita anche una visita
medica specialistica e/o un’ecografia?
R: No, viene eseguita solo la mammografia. Un’ecografia può essere effettuata come esame di approfondimento e di completamento della mammografia per verificare immagini radiografiche che non sono chiare, noduli o addensamenti al seno.
D: Se ho avuto un intervento al seno devo comunque eseguire la
mammografia?
R: Dipende dai casi e dal tipo di intervento. E’ utile contattare la Centrale Unica Screening per discutere il caso specifico e verificare se può essere eseguita la mammografia.
D: Nel caso in cui il test precedente sia risultato negativo, è comunque
necessario ripeterlo dopo 2 anni?
R: Sì. La mammografia è un esame che va ripetuto periodicamente anche se il precedente esito è risultato normale, in quanto è possibile ammalarsi successivamente.
D: La mammografia va effettuata anche se non è presente alcuna
sintomatologia?
R: Sì. La mammografia si esegue anche in assenza di sintomi proprio per trovare eventuali noduli molto piccoli, non palpabili.
D: Si può eseguire la mammografia in gravidanza?
R: No, in quanto si tratta di un esame radiologico.
D: Si può eseguire la mammografia durante l’allattamento al seno?
R: Sì. Si può avvertire, tuttavia, un lieve dolore durante la compressione della mammella.
D: Si può eseguire la mammografia durante il ciclo mestruale?
R: Non ci sono controindicazioni. È comunque consigliato evitare il periodo pre-mestruale perché si verifica uno stato di maggiore tensione mammaria, e quindi l’esame potrebbe risultare doloroso.
D: Si può effettuare la mammografia se si hanno secrezioni al capezzolo?
R: Sì. Tuttavia, nel caso di secrezioni ematiche, è consigliabile rivolgersi al proprio medico curante.
D: Una donna con il seno fibrocistico può sottoporsi alla mammografia?
R: Non ci sono controindicazioni. Si può sentire un lieve dolore per la compressione della mammella durante l’esecuzione dell’esame.