La crioterapia consiste nell’applicazione locale di anidride carbonica nello stato solido (CO2 a 79°C) o di azoto liquido (N2 a 196°C) sulle lesioni da trattare. Si provoca dunque una “bruciatura da freddo”, ottenendo la morte delle cellule epidermiche colpite o un’infiammazione locale che stimola la risposta immunitaria. Come per una scottatura, si può determinare lo scollamento (entro le 24 ore successive alla seduta) dell’epidermide superficiale, con la formazione di una bolla o vescicola.
In alternativa a questa tecnica si usa la diatermocoagulazione