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”Io non mi gioco” 2026: oltre 20 appuntamenti per la prevenzione della dipendenza dal gioco

”Io non mi gioco” 2026: oltre 20 appuntamenti per la prevenzione della dipendenza dal gioco

Al via la nuova edizione dalla campagna di sensibilizzazione promossa dal Ser.D

Un rilevazione precisa non è possibile, ma si stima che nel solo territorio dell’ULSS 8 Berica siano tra le 1.500 e 2.000 le persone con una dipendenza da gioco d’azzardo: un’emergenza sanitaria, economica e sociale che si allarga sempre più, grazie anche a nuovi meccanismi e opportunità di gioco, e che oggi vede particolarmente a rischio i giovani e giovanissimi.

La campagna di prevenzione

Per prevenire e contrastare il fenomeno, il Ser.D dell’ULSS 8 Berica rinnova il proprio impegno con la campagna “Io Non Mi Gioco”, che anche per il 2026 vedrà lo svolgimento di un ricco programma di iniziative su tutto il territorio di competenza dell’Azienda socio-sanitaria: oltre 20 appuntamenti a Vicenza e nei Comuni limitrofi, tra cui stand nelle piazze, punti informativi negli ospedali, un’iniziativa di prevenzione online (“Breaking the rules”) e serate informative; sono state inoltre coinvolte numerose scuole del territorio, che esporranno materiale informativo e molto altro.

«L’obiettivo – spiega il dott. Mauro Codogno, direttore f.f. del Ser.D dell’ULSS 8 Berica – è innanzitutto fare informazione e creare consapevolezza nella popolazione dei rischi nascosti dietro comportamenti e abitudini che in apparenza potrebbero sembrare dei semplici passatempi. Allo stesso tempo, è importante far conoscere i nostri servizi affinché chi ha sviluppato questa forma di dipendenza, o i loro familiari, sappiano che esiste nel territorio una rete a cui chiedere aiuto. Anche perché sul gioco d’azzardo sono diffuse alcune credenze che devono essere sfatate: innanzitutto non è la frequenza del gioco d’azzardo che determina la dipendenza, alcuni giocatori d’azzardo patologici possono sedersi al tavolo di gioco anche una volta sola al mese, e non è la quantità di denaro che un giocatore vince o perde a determinare la dipendenza. Ad indicare una dipendenza sono piuttosto le gravi conseguenze emotive, finanziarie e relazionali che si sviluppano. E poi va superato il giudizio sui giocatori, che spesso fa sì che non si riconosca di appartenere alla categoria: non è un vizio per gli irresponsabili o “buoni a nulla”, chiunque può diventare dipendente dal gioco d’azzardo».

I dati e i fenomeni emergenti

Il gioco d’azzardo patologico riguarda giochi che non sono basati su abilità ma il cui esito è determinato unicamente dal caso. Paradossalmente, questi giochi sono quelli che hanno più possibilità di produrre dipendenza: una dipendenza molto simile per certi aspetti a quelle legate ad alcol e stupefacenti. Alcuni numeri sono utili per inquadrare il fenomeno nella sua impressionante progressione, tanto che a livello nazionale in vent’anni il giro d’affari è cresciuto di oltre sei volte: si è passati dai 25 miliardi di euro giocati in Italia nel 2004 ai 157 nel 2024, dei quali il 60% online.

In particolare, la crescita esponenziale di quest’ultimo è un fenomeno recente, ma particolarmente allarmante non solo per le dimensioni raggiunte, ma anche perché spesso rappresenta la porta di accesso per i giovanissimi. Con l’avvento della pandemia nel 2020 si è registrato un forte calo del gioco “fisico” nelle tabaccherie, bar e sale bingo ed un aumento esponenziale del gioco online. Con la riapertura, dopo la fine dell’emergenza Covid, il gioco online non ha rallentato ed allo stesso tempo è continuato anche il gioco fisico, con criteri esponenziali. Se nel 2019 l’8% degli studenti dichiarava di aver giocato on line, nel 2024 questa percentuale è pari al 14%.

Il gioco d’azzardo dovrebbe essere vietato ai minori, ciononostante oltre un milione e mezzo di studenti italiani dichiara di aver giocato nell’ultimo anno (dati CNR). Secondo il portale di informazione “La Tecnica della Scuola” sarebbero 90mila i minori giocatori problematici e 136mila quelli a rischio o con DGA (Disturbo da Gioco d’Azzardo) conclamato. L’età in cui iniziano a giocare i giocatori che poi svilupperanno un problema con il gioco d’azzardo è di 10-11 anni. La precocità di inizio è infatti un fattore di rischio predittivo per il successivo sviluppo di problema di dipendenza da gioco come peraltro avviene anche per tutte le altre dipendenze. Le scommesse sportive registrano in Italia una crescita annuale del 20%, con il 60% delle puntate online e una prevalenza di giovani giocatori. Tra gli studenti che giocano on line il 55% fa scommesse su sport o corse, seguiti da giochi di dadi/carte (51%) e lotterie (47%). Come già accennato, la modalità online ha trasformato radicalmente le abitudini di gioco, con il 52% dei giovani che preferisce questa tipologia di gioco per la rapidità e la discrezione. Le insidie però sono in aumento: la facilità di accesso, la possibilità di giocare in qualsiasi momento e l’assenza di controllo sociale rendono il gioco online particolarmente rischioso per i ragazzi. Il trend in aumento è particolarmente significativo tra le ragazze: la percentuale di ragazze che dichiarano di aver giocato d’azzardo nel 2024 è triplicata, rispetto ai dati precedenti (dal 3% al 9%).

Una volta sviluppata la dipendenza, uscirne può essere molto difficile:

«La distorsione cognitiva – spiega ancora il dott. Codogno – porta molti giocatori a pensare di acquisire con il tempo e la pratica una sorta di controllo sul gioco: ad esempio chi gioca alle slot machine pensa di conoscere le macchine con le quali gioca abitualmente: si tratta di una realtà parallela che non ha alcun riscontro nella realtà. L’isolamento cognitivo al quale il giocatore patologico va incontro porta a gravi conseguenze come impoverimento economico e sociale, fino ad arrivare a gravi episodi come il mancato accudimento dei figli. Inoltre spesso i giocatori patologici sviluppano in associazione problemi legati all’abuso di alcol ed al consumo di stupefacenti, problematiche depressive, cardiologiche, gastrointestinali e psichiatriche».

E poi vi sono le ricadute sociali: «Così come il fumo passivo coinvolge chi vive vicino al fumatore, così anche il gioco passivo provoca mediamente un danno a sei persone intorno al giocatore, coinvolte a vario titolo nella problematica. Possono essere familiari o amici, che a loro volta rischiano di incorrere in difficoltà connesse all’ impoverimento economico e a veri e propri problemi di salute come disturbi di ansia, depressione, disturbi fisici di vario tipo, una reazione a catena con conseguenze molto dolorose soprattutto se sono coinvolti figli minori».

I dati del Ser.D dell’ULSS 8 Berica e la rete dei servizi

Gli utenti in carico al Ser.D dell’ULSS 8 Berica nel 2025 sono stati 158, in linea con gli anni precedenti, con una prevalenza nelle fasce di età più mature (over 50) e per la dipendenza legate alle slot (70), seguito dai giochi numerici (36), dal trading online (28) e dalle scommesse (24).

Nelle sedi operative del Ser.D sono attivi ambulatori per il gioco d’azzardo con accesso su appuntamento, senza necessità di impegnativa (per informazioni e prenotazioni: Serd Vicenza 0444 757550; Serd Montecchio Maggiore e Valdagno 0444.492994; Serd Noventa Vicentina 0444 755662; oppure scrivendo a iononmigioco@aulss8.veneto.it o ancora whatsapp 345 7743469).

Inoltre in collaborazione con le Comunità Terapeutiche del territorio (Nuova Vita, CEIS, San Gaetano, Papa Giovanni XXIII, Cosmo, Borgo) afferenti al Dipartimento delle Dipendenze sono attivi diversi gruppi terapeutici sia per i pazienti sia per i familiari, oltre a progetti permanenti di prevenzione nei contesti aggregativi e nelle scuole. Tutti questi progetti sono finanziati dal Fondo Regionale per il contrasto del Gioco d’Azzardo Patologico.

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