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Sindrome post covid-19: due ambulatori dedicati a Vicenza e Arzignano

04/05/2021

Per i pazienti che dopo oltre 12 settimane dall’esordio dell’infezione continuano a manifestare sintomi non spiegabili con diagnosi alternative.

La chiamano “sindrome post Covid-19” o “long Covid” e da qualche tempo, per chi ne soffre, l’ULSS 8 Berica ha attivato due ambulatori dedicati: uno al S. Bortolo, gestito dalla Medicina Generale e da Malattie Infettive, e uno all’ospedale di Arzignano, presso la Medicina Generale.

«L’iniziativa - spiega il dott. Vinicio Manfrin, direttore dell’U.O.C. Malattie Infettive - è nata per rispondere alle richieste di quei pazienti che pur guariti dal Covid si rivolgevano a noi per una serie piuttosto eterogenea di sintomi sorti in un momento successivo. Abbiamo così creato una rete con una serie di colleghi individuati tra diverse specialità, quali la Pneumologia, la Cardiologia, la Reumatologia e la Neurologia, il tutto con il coordinamento internistico».

«Si tratta di pazienti complessi - aggiunge il dott. Giovanni Scanelli, direttore dell'U.O.C. di Medicina Interna 1 del San Bortolo -  con sintomi disturbanti, che dipendono da meccanismi molteplici, non ancora chiariti: bene si presta, quindi, il medico internista, lo specialista della complessità, a fungere da coordinatore di questa eterogeneità di manifestazioni cliniche, con l'aiuto degli specialisti citati».

«Dopo la cosiddetta “seconda ondata” - conferma il dott. Pietro Pujatti, direttore dell’U.O.C. di Medicina Generale dell’ospedale Cazzavillan - che ha visto un numero di contagi particolarmente elevato, stiamo osservando un numero crescente di pazienti che continuano a manifestare sintomi non spiegabili con diagnosi alternative, dopo la XII settimana dall'insorgenza della malattia».

Molto ampia la casistica dei disturbi possibili: «Oltre alle limitazioni della capacità respiratoria - spiega ancora il dott. Pujatti - i potenziali effetti a lungo termine del Covid registrati in letteratura riguardano anche disturbi del sistema nervoso centrale, problematiche di tipo cardiovascolari ed ematologiche in soggetti sani prima del contagio, manifestazioni gastrointestinali, complicazioni di tipo renale, senza dimenticare gli effetti di tipo psicosociale. Nei pazienti usciti dalla terapia intensiva, inoltre, ci può essere uno stato di generale debolezza e la perdita di forza muscolare».

«Sicuramente restano molti aspetti ancora da chiarire sul Covid - sottolinea il dott. Salvatore Barra, Direttore Sanitario dell’ULSS 8 Berica - ma nell’ultimo anno abbiamo anche imparato molto, incluso il fatto che in alcuni pazienti l’infezione può avere delle conseguenze anche significative a medio e lungo termine. Questi ambulatori rappresentano anche un nuovo modello di presa in carico per questi pazienti, con un approccio multidisciplinare che vede il coinvolgimento della Medicina Generale insieme agli specialisti di varie Unità Operative, individuando all’interno di ciascuna di esse uno specifico referente. In questo modo possiamo inquadrare il paziente con una visione più completa, non focalizzata sui singoli sintomi, e allo stesso tempo i nostri medici potranno raccogliere una casistica più significativa su una sindrome oggi ancora poco conosciuta».

L’accesso agli Ambulatori Post-Covid avviene per casi attentamente selezionati, su richiesta del Medico di Medicina Generale o dello specialista, con prenotazione tramite CUP e impegnativa per “visita internistica post-Covid”.

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