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Mammografia: guida alla mammografia e agli esami strumentali della mammella

MAMMOGRAFIA

La mammografia, esame radiografico che utilizza una bassa dose di raggi X, rimane il metodo più accurato per effettuare una diagnosi precoce del tumore mammario, rendendone possibile la cura migliore. Studi clinici hanno dimostrato che una diagnosi precoce e la conseguente cura tempestiva consentono di diminuire il tasso di mortalità

Nella nostra ULSS sono attive due modalità per l'effettuazione della mammografia:

Come si esegue la Mammografia in Radiologia

mammografia

La mammografia è una semplice radiografia delle mammelle eseguita dal tecnico di radiologia medica in due diverse proiezioni, per ciascuna mammella.

Come per qualsiasi radiografia essa comporta una esposizione ai raggi X, ma la dose effettiva di radiazioni è molto bassa, pari all'esposizione che una persona adulta riceve dalla radiazioni provenienti dall'atmosfera in tre mesi.

Per eseguire la mammografia il tecnico di radiologia medica comprime la mammella con un apposito compressore per ridurne lo spessore, in modo da ottenere immagini ben definite che consentono di esplorare tutte le strutture mammarie con la minor dose di radiazioni. La compressione avviene in modo delicato e graduale e, anche se può causare un leggero disagio, non lascia segni e non provoca danni.

Dopo aver eseguito l'esame, il tecnico vi chiederà di attendere per verificare che i radiogrammi acquisiti siano adeguati per la refertazione

Ricordate di:

  • portare sempre con voi tutti gli esami mammografici precedenti, in modo che il medico possa controllare la stabilità del vostro quadro;
  • descrivere sempre eventuali sintomi o segni insorti di recente (dolore, nodi, prurito, secrezione dal capezzolo...);
  • non utilizzare, il giorno dell'esame, creme o deodoranti che potrebbero creare artefatti sulle immagini (se ne avete fatto uso, comunicatelo al tecnico).

Il 5-15% degli esami mammografici richiede approfondimenti aggiuntivi come radiogrammi addizionali o l'esame ecografico. Nella maggior parte dei casi l'esame risulta negativo, ma a volte è necessario controllare eventuali rilievi anomali mediante ripetizione dell'esame a breve termine, ago-aspirati o biopsie.

Limiti della mammografia

Nonostante i miglioramenti tecnologici, il tumore della mammella non sempre si lascia individuare. Circa il 10-15% dei tumori presenti sfugge alla diagnosi con mammografia.

Perciò è molto importante:

Sottoporsi con periodicità ai controlli strumentali: l'American Cancer Society (ACS), l'American Medical Association (AMA) e l'American College of Radiology (ACR) raccomandano alle donne di eseguire annualmente la mammografia a partire dai 40 anni.

Se viene consigliato, completare l'esame con ecografia mammaria.

Anche dopo un esame risultato negativo, nei mesi successivi bisogna comunque prestare attenzione ai segnali che possono far sospettare la presenza di una patologia, come la comparsa di un nodulo o di un'area di maggior consistenza, un secreto ematico dal capezzolo, una modifica della forma del seno o linfonodi ascellari ingrossati che non recedono.

ECOGRAFIA

Rappresenta un esame complementare che integra, ma non sostituisce, la mammografia.

Permette, a volte, di identificare lesioni che possono non essere evidenziate dalla mammografia, ma soprattutto di differenziare le lesioni solide da quelle liquide.

AGOASPIRATO

Si tratta di una procedura semplice, eseguita in genere sotto guida ecografica, che permette, attraverso un prelievo con ago sottile, di aspirare alcune cellule dell'area interessata per sottoporle ad esame citologico.

Non serve nessun tipo di anestesia poiché l'ago utilizzato è molto sottile ed il fastidio

provato è paragonabile a quello di un'iniezione intramuscolare.

Come ogni procedura può essere seguita da eventi collaterali in genere piuttosto lievi come un piccolo ematoma; molto raramente la procedura si può complicare con la puntura della pleura ed il passaggio di aria nel cavo pleurico (pneumotorace), evento comunque ben curabile.

BIOPSIA con MAMMOTOME

Si tratta di una tecnica più invasiva rispetto agli esami precedenti: utilizza un ago del calibro di 4 mm permettendo il prelievo di alcuni frustoli di tessuto.

Si esegue ambulatorialmente, sotto guida radiografica, previa anestesia locale e piccola incisione della cute.

Dopo il prelievo, quasi sempre si lascia in sede un piccolo repere metallico amagnetico (che non controindica eventuali risonanze magnetiche di controllo), per agevolare la localizzazione della lesione in caso di intervento chirurgico o controllare cambiamenti del quadro nei controlli mammografici successivi.

Durante e dopo l'esame possono verificarsi alcuni eventi collaterali come sanguinamento, formazione di un ematoma, raramente un pneumotorace.

Nelle ore e nei giorni successivi è normale il persistere di un leggero dolore o l'eventuale indolenzimento al collo o alle spalle, dovuto alla posizione obbligata assunta durante l'esame.

Dopo una settimana circa si effettua un controllo clinico-strumentale mirato.

Non sono mai stati osservati danni permanenti e la cicatrice a distanza di poche settimane non è più evidente.

Maggiori informazioni

Autorizzato dalla DMO in data 27/06/2007 prot. 07/2561

Allegati

Ultimo aggiornamento: 23/04/2018 13:47:41

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